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November 08 INTRODUZIONE ALL'APOLOGETADiciamolo subito: non mi piace parlare di politica con voi. Non c'è dibattito, assumete posizioni magari anche giuste, ma senza un'adeguata motivazione sotto. Spesso solo per motivi esibizionistici o per puro senso di aggregazione. Peggio ancora per emulazione. Forze nuove e vecchie, trifogli ed erbe mediche, alleanze nazionali storico-revisionistiche, movimenti sociali giudaico-sodomiti e tutte queste altre schifezze ve le lascio volentieri.
Non pensate poi ch'io sia serio quando urlo "sieg heil!" a destra e a manca, saluto, faccio discorsi da balconi, ballo la Ducediscodens, faccio battute classiste o razziste o mi esibisco in qualsiasi teatrino con Pietro e gli altri parafacisti. Io scherzo.
Non è con loro che lavoro, almeno non così. Qualcosa di serio sono anni che lo sto facendo, ma passeranno anni prima che qualcuno se ne accorga. Lo scherzo è scherzo, la politica è politica. Ma nel frattempo non vorrei essere controproducente su un versante rispetto all'altro.
Vengo al punto: mi è stato recentemente detto: "non è che siamo comunisti, ma a vedere come ti comporti ci fai venire voglia".
Sono rimasto basito, nonchè dispiaciutissimo. Perchè allora vuol dire che non avete capito niente, non sapete distinguere quando scherzo e provoco da quando faccio sul serio, cioè quasi mai, con voi. All'inizio ho pensato: "poco male, vuol dire che almeno sono un bravo attore. Magari non saprò mai fare la politica, ma se mi do al cinematografo ne cavo qualcosa di buono". Poi sono rinsavito. Il concetto era giusto, ma uno colla mia faccia nel cinematografo può sfondare solo come comparsa da barbone di terzo piano.
Mi consola pensare che magari siete solo voi a non capire un cavolo. Ma in somma: come fa uno a cantare seriamente "se l'abissino è negro gli cambierem colore!"? E' folclore, nulla di più. Mica penserete che pensi certe cose! E' solo un concetto divertente, una canzoncina orecchiabile, un esibizionismo allegro e non spaccone che oggi manca. Niente di più.
La frase citata là sopra rappresenta il mio fallimento, perchè significa che al fin della fiera non riesco a farmi comprendere. Attraverso lo scherzo è apparso che io pensassi seriamente cose che oggi qualche coglione pensa seriamente, ma che ottant'anni fa pure non erano nulla più che uno scherzo. Cosa che la gente di oggi proprio non riesce a cogliere.
Ci definiamo la generazione dei colti solo perchè sappiamo leggere e scrivere (e anzi neanche tutti), ma poi ci permettiamo di giudicare ciò che non conosciamo o non comprendiamo. Ma non era moralmente meglio quando eravamo un popolo diviso tra supercolti ed analfabeti, ma ciascuno conscio della propria condizione? Se questa sottospecie di cultura che ci propinano nelle scuole matura poi in cieca superbia solo perchè avete studiato a memoria quattro autori italiani e due filosofi e potete vantarvi di averci preso qualche otto e qualche nove e vi sentite in grado di esprimere commenti su tutto il resto, a prescindere che lo conosciate o meno, non sarebbe stato forse meglio scegliere tra la Cultura o la Zappa?
Chi avesse scelto la Cultura non avrebbe mai pensato una cosa simile. Chi avesse scelto la Zappa l'avrebbe forse pensato, ma non si sarebbe mai permesso di dirla. E non per paura, ma per coscienza. Un contadino non avrebbe mai contestato ad un D'Annunzio una licenza poetica, un D'Annunzio non si sarebbe mai sognato di insegnare ad un contadino a munger le vacche.
Quindi, signori, io con voi ho scelto la Zappa. Io con voi ho scelto di fare il pirla, ciò che ho di serio da dire lo dico altrove, dove se volete potete vedere, se ritenete che non sia il caso non sarò io a venirvi a seccare. Quel che c'è di serio da dire lo scrivo sull'Apologeta. Intanto sul blog e se Dio vorrà un giorno su carta. Chi fosse interessato al parere d'un contadino (almeno rispetto a voi) potrà leggerlo lì, e lì sono ammesse (anzi desiderate) critiche. Di più. Se qualcuno volesse prendersi la briga di non limitarsi a commentare, ma di metterci del suo, è ben libero di farlo. E' per questo che nasce l'Apologeta.
E' agli inizii, ancora ci sono solo quattro cavolate, ma le scale si salgono un gradino per volta. Ora siamo neanche una decina di persone a collaborare, alcune delle quali non sanno neppure che già siamo partiti, ma più siamo e più ci divertiamo. Purchè si faccia col senno in capo.
Concludo: questo è un invito a non criticare e soffermarvi sui miei atteggiamenti da idiota facista che sempre ho, bensì, se vi interessa o se proprio mi odiate, ad andare a vedere il vero spirito fascista che da vita ad un'azione politica, per quanto modesta essa sia. Lo spirito che invita a parlare di meno, e comunque quando serve, ed a pensare di più. Per parlare meno ma meglio.
P.s. Mi scuso colle centinaia di lettori del mio blog del cuore, giuro che questo è l'unico intervento serio che faccio e dalla prossima volta ritorno a fare l'idiota facista. Il fascista sapete dove trovarlo. TrackbacksThe trackback URL for this entry is: http://giugo.spaces.live.com/blog/cns!C412E60938B04C37!351.trak Weblogs that reference this entry
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