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April 20 Ciarpame mediatico di un artista senz'arte nè partitoQuesto posto non sarà mai serio e così io qui. O forse lo sono sempre stato, solo che scrivo (e dico) così tante di tante cazzate in generale che poi uno non potrebbe pensare che le scriva seriamente. Oggi ho dato buca ad un esame. Pazienza. Allora ieri ho deciso con Lollo (che ricordo che siamo gay e tronbiamo) che mi darò all'arte. Certo a lui non è piaciuta la mia prima vera e propria opera, anche se ancora in bozzetti, perchè dice che è troppo antisemita. E poi mi ha detto che se quell'opera verrà compìta mi rinnegherà come cuggino. Pazzienza. Poi abbiamo anche pensato che quando finalmente mi sono rotto le scatole di vivere in questo lurido ciarpame che chiamiamo presente, potrò finalmente andarmene in punta di piedi, ma con un finale-spettacolo del tipo strazero (che poi non ho ancora capito che voglia dire). Allora mi compro anch'io qualche tonnellata di armi, cartucce, polveri varie in involucri più varii ancora eppoi mi reco in una scuola (magari al Righi proprio!) e combino anch'io un pasticcio come quell'indocinoasiatico americano. Che oltretutto abbiamo già qualcosa in comune, oltre alla depressione ed alla sfiga: la pistola, la nostra bellissima P22. Solo che lui ha capito meglio di me come si usa e, mentre io ci tiro in campagna piombo e razzi, lui ci tira alle persone. CHE BIRBONE! Però prima devo darmi all'arte. Avrei tante e tante di quelle cose che vorrei fare e mai il tempo! Ricordo ancora che nel '34, quando ci preparavamo per la campagna d'Africa Orientale, conobbi una tedesca in visita a Roma, capitale del regno poscia dell'Impero, che mi fece avere le palpitazioni. Fu lei ad iniziarmi al nazismo. Solo tre anni dopo marciavo a Norimberga tra le svastiche di fiamma. E lì poi conobbi Pietro. Negli anni '70, poi, mentre tutti ballavano la discodance, noi lanciavamo la ducediscodance, che ancor oggi spopola nelle discoteche. E' divertente notare che ogni volta che devo scrivere qualcosa di importante non ho mai di che scrivere, quando poi sono solo col mio compiuter (che siamo gay ma non tronbiamo), è evidente che non ci ho mai un cazzo da dire. O più probabilemente adesso sento il bissogno di aggiornare questo blog del cavolo che era troppo tempo che non lo facevo e scrivo anche se non ho nulla da scrivere. Porca miseria! Intanto che penzavo e scrivevo le mie dita si muovevano velocissime, ma ora che ci ho fatto caso vado a rilento. Sono seduto davanti ad uno schermo che mi illumina la faccia di azzurrino con una faccia inebetita (o solo più del solito) in un'espressione che darei qualsiasi cosa pur di poter vedere, ma non ci è dato tutto nella vita. Ed in particolare a me si sono dimenticati di dare molte cose, figuriamoci l'ubiquità. Stasera dovevo essere a festeggiare la fine degli esami, ma, anche se sono finiti, mi tocca comunque di rimanere a casa perchè non sono finiti proprio benisssimo, diciamo! Questa vita si rivela un po' una rottura di condili, e già che ci sono vicino prima o poi prendo esempio dall'amico pakistojudìo americano e comincio a trovare nuove forme di espressione per la mia P22. Ora ci sono AGG con la Wind ed evribadidensnau! ma è meglio la ducediscodance (so che non dovrei scrivere queste cose in questi momenti, non fa bene al luogo comune dei miei compartisti, per quanti essi pochi siano). mi sono rotto i condili di tutto. Ora mi rinteresso alla msica, sto preparando un arrangiamento per quintetto elettrico della toccata e fuga in re minore di bach, il pezzo più banalmente noto che ci sia di egli, e, tra l'altro, quello che proprio nessuno conosce. La versione per orchestra in Fantasia (W.Disney, 1940) è, in sintesi, sublime e maestoso. Ora mi andrebbe di vedere Mio fratello è figlio unico, ma temo che vedendolo potrei arrabbiarmi. Mi fa male la schiena, mentre scrivo divento sempre più gobbo sulla tastiera. Voglio un organo. Lo voglio con migliaia di canne, in cantina a Ronta. Poi voglio vestirmi come il conte dracula e soffrire da solo sulla tastiera per notti insonni, magari suonando proprio Bach. Magari fra sei secoli fanno un film pure su di me. Magari, ma non per altro, solo perchè non gli basterebbe tutta la pellicola del mondo (piccoli sfoghi di modestia, ma non ho detto se è una storia bella o brutta). Ora mi torna in mente la mia professoressa del liceo, quella che quando lei all'esame mi chiese un argomento a piacere si sentì rispondere che preferivo che mi facesse una domanda molto specifica. Non è difficile, non sapendo nulla, un conto è far scena muta su una domanda diffficile o quasi, un altro è farla su un argomento a piacere. Pensavo che non avrei ami rimpianto il liceo, invece non è affatto così. Ri mpiango il dolce far nulla, l'ozio nella classe, quello sfottò continuo perpetrato avvicendevolmente tra tutti, le visite al Tasso, le suonate, le cantate nei corridoi e le polifonie, le visite dal preside e dal vicepreside, le giustificazioni, le conoscenze amicali, le entrate in ritardo i due sulla pagella, le litigate coi professori e le urla per i corridoi, la maleducazione della Barlettelli che poi glielo mettevamo in quel posto solo coi modi, le visite ai fratelli minori, le uscite di nascosto il frugare negli archivii e tante altre piccole cose che non ricordo più bene per via della vecchiaia, come se non avessi più i miei vent'anni. Come diceva Carlo Buti: VIVERE FINCHE' C'E' GIOVENTU'! PERCHE' LA VITA E' BELLA E LA VOGLIO VIVERE SEMPRE PIU'! ma io non so più se ce li ho veramente ancora 'sti vent'anni. Sostanzialmente mi sento come un vecchio, vedo le cose che cambiano e ciò mi stizzisce. Pazienza, vuol dire che morirò di vecchiaia, diciamo a ventidue, ventitrè anni al massimo. Poi rinasco. Però voglio rinascere già ventenne. Perchè la mia infanzia m'è piaciuta e non voglio averne un'altra, tanto più che quelle moderne devono essere tutte così uguali ed approssimative. Certo, forse sulla pubbertà stenderei un velo d'amnesia, quella non m'è piaciuta proprio tutta. Diciamo che qualche momentino da censurare ci sarebbe pure. Mi fa male tutto, maledetto nuoto. Ora mi tocca fare ogni settimana due volte il nuoto, col mio maestro di sempre, che mi fa fare una media di 1350 metri a volta, un chilometro e mezzo all'ora. E non fa bene ad uno che per tre anni non ha più mosso un dito. Ora torno a reincidere una canzone bellissima degli anni trenta, che nessuno conosce, ma è una di quelle che mi fanno piangere. OdDio, ultimanìmente piango un po' troppo spesso, mi commuovo come una femminuccia per qualsiasi cavolata. Mi viene il dubbio che, ridendo e scerzando, sia diventato frocio per davvero. Ma no, non può essere vero, altrimenti non c'avrei sempre quel chiodo fisso nella testa. Forse sono solo un po' effemminato. O forse d'animo troppo sensibile per questo squallido presente. O per la mia persona in generale. Ultimamente non ho gran stima di me, differentemente dal solito. O forse non mi va di averne, anche la stima porta fatica. Figuriamoci l'autostima, essere donatari e beneficiari di qualcosa di cui si può benissimo fare a meno. O forse no, ma io posso sempre fungere da cavia se è possibile farne a meno e sopravvivere. Però almeno non mi va manco d'ammazzarmi, costa troppa fatica pure quello. Mammamia come sono stanco, comicio a premere i tasti sempre più velocemente ma non ne becco nessuno giusto! Chissà quanti errori ci stanno qua sopra, non me li perdonerò mai. E allora li dimentico, che è il miglior modo di porre fine ai guai. Ma perchè nessuno più scrive sui blog, tranne qualche lodevole eccezione? Perchè nessuno più ci mette foto? Io voglio le foto! Voglio potermi rinfrescare un pochettino la mente coi fatti altrui, come una casalinga frustrata che si perde nella sua dose di biutifull in televisione. Fiorin Fiorello! (che non c'entra nulla, ma va bene lo stesso). Sono esausto e dolorante, non so neppure perchè continui a scrivere qualcosa che nessuno mai leggerà. Non oltre la seconda riga, sicuramente. E fanno bene. Fate bene, miei cari lettori della mia rubrica di mie sciagure giovanili. diciamo che allora tutta 'sta frittata di neuroni è una minaccia: se non mi riempite la mente con le vostre stronzate lo faccio io con le mie. Che sono di gran lunga peggio, forse ve ne sarete accorti. Ora mi sono definitivamente rotto i condili e devo trovare un finale. Devo trovare qualcosa che chiuda bene questo mucchio di cavolate. Anzi, non mi va. 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